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Negli scritti di Sant'Ambrogio (che fu vescovo di Milano dal 374 al 397 d.C.) non c'è nessuna affermazione che ci permetta di sostenere che risale a lui la costruzione della antichissima basilica Virginum che per secoli e ancor oggi è conosciuta a Milano con il nome di basilica di San Simpliciano.
Eppure c'è una costante tradizione che afferma che proprio il grande Ambrogio l'avrebbe edificata, mettendola all'incrocio di una delle strade che attraverso i passi alpini collegavano la città di Milano con la Rezia.
Il progetto era ardito: dimostrare che la metropoli, diventata capitale dell'impero già dal 286 d.C., non era più pagana.

Le chiese santambrosiane diventavano una prova inequivocabile del volto nuovo di Milano, anche perchè il vescovo le aveva volute non soltanto erigere sulle grandi vie che portavano nelle varie direzioni dell'impero, ma dislocare in modo da andare a sovrapporsi press'a poco ai quattro punti cardinali.


Pianta di Milano nel 4° secolo con ubicazione delle basiliche santambrosiane

Sicuramente Ambrogio fondò la basilica Apostolorum (che prenderà poi il nome di S.Nazaro) sulla via per Roma e la basilica Martyrum (oggi S.Ambrogio) sulla via per le Gallie.


Pianta di San Simpliciano, Sant'Ambrogio e San Nazaro riferita al 4° secolo

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